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March 21 LETTERATURA Brescia, Auditorium della Camera di Commercio 29 marzo 2008, ore 20.30 I grandi romanzi di Henry James e Edith Wharton Letture di Ambra Angiolini con accompagnamento musicale di Piero Salvatori al violoncello
LETTERATURA Brescia, Auditorium della Camera di Commercio 31 marzo 2008, ore 20.30 La grande poesia. Walt Whitman e Emily Dickinson Letture di Paola Gassman e Ugo Pagliai con accompagnamento musicale di Piero Salvatori al violoncello
ESPLORAZIONE Brescia, Auditorium della Camera di Commercio 1 aprile 2008, ore 20.30 Alpinismo nella Yosemite Valley Con la partecipazione di Lynn Hill
SPORT Brescia, Auditorium della Camera di Commercio 8 aprile 2008, ore 20.30 Baseball. Diamanti e fuori campo Intervengono Elio e le storie tese March 04 ESPLORAZIONE Brescia, Auditorium della Camera di Commercio 6 marzo 2008, ore 20.30
Accompagnamento musicale di Francesco Pennarola e Francesca Villa. Introduce Franco Michieli.
Proiezione della copia restaurata della pellicola con viraggi originali, 6 parti, 106 minuti Accompagnamento musicale dal vivo a cura di FRANCESCO PENNAROLA
Esecuzione in sala FRANCESCA VILLA, violoncello FRANCESCO PENNAROLA, pianoforte
Un progetto del MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA "DUCA DEGLI ABRUZZI" - CAI-TORINO e della REGIONE PIEMONTE
Il 26 maggio 1933, a Torino, al Politeama Chiarella, veniva presentato il film Terre Magellaniche, opera di Alberto Maria De Agostini, padre missionario salesiano, noto esploratore e alpinista, fotografo e cineoperatore. Nel prestigioso cinema-teatro torinese, in quella serata, il lungo documentario faceva rivivere storie e situazioni, luoghi e genti, dell’estremo Sud del continente americano. Le Terre Magellaniche della Patagonia e della Terra del Fuoco apparivano in tutta la loro bellezza, gli ultimi indio venivano filmati, la “nuova” civiltà conquistava le regioni meridionali dell'Argentina e del Cile.
La stessa pellicola proiettata alla “prima” del 1933, è oggi conservata dal Museo Nazionale della Montagna di Torino nella Cineteca Storica. Si tratta del documentario originale, con sequenze virate in diversi colori e tonalità. È un’opera preziosa che, dopo un attento lavoro di restauro, rivede la luce del proiettore, settant’anni dopo, grazie alla collaborazione tra REGIONE PIEMONTE e MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA.
Alberto Maria De Agostini, padre salesiano, esploratore e alpinista, fotografo e cineoperatore, nasce a Pollone, sulla montagna biellese, il 2 novembre 1883. Entra a far parte della congregazione salesiana e viene ordinato sacerdote nel 1909. L’anno seguente parte per l’America australe, le Terre Magellaniche dove, dal 1886, operavano i primi insediamenti missionari fondati da Giuseppe Fagnano.
Subito dopo l’arrivo, fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso, dedica gran parte della sua attività all’esplorazione sistematica della Terra del Fuoco e della Patagonia. I suoi scritti, raccolti in importanti volumi, la grande documentazione fotografica e il suo film Terre Magellaniche, sono strumento insostituibile per la conoscenza di quelle regioni. Attivo fino agli ultimi anni della sua vita, muore a Torino il giorno di Natale del 1960. Con lui si chiude l’esplorazione pionieristica del fin del mundo.
Il film, recita il volantino distribuito per la “prima” del 1933, «è eseguito con rara maestria e squisito senso artistico e accompagna l’esploratore nel labirinto di canali patagonici, penetra nei fiordi profondi e di straordinaria bellezza, fra grandi masse di ghiacci galleggianti, dalle forme più curiose… Trasportato in regioni di fantastica bellezza, posto di fronte a gigantesche montagne, da cui precipitano maestose cascate, lo spettatore prova l’illusione di trovarsi in un misterioso regno di sogno e d’incanto». Particolarmente interessanti, oltre che uniche al mondo, sono le parti dedicate alla «…vita e ai costumi delle tre stirpi fueghine: Ona, Yagan, Alacaluf. Poi le Missioni Salesiane fondate da S. Giovanni Bosco per opera di Mons. Fagnano per la protezione e redenzione di quelle misere popolazioni indigene. Interessantissime sono alcune scene del progresso e dell’industrie sorte in quelle regioni…».
Non disponendo di alcun documento originale, il maestro Francesco Pennarola ha ricostruito la colonna sonora del film, immaginando quale colore musicale Alberto De Agostini avrebbe gradito per ogni singola scena. Ne è risultato un tappeto sonoro di mille colori, fatto di pagine romantiche e sensuali, divertenti ed ironiche, realizzato unendo brani, o a volte anche manciate di battute, di Robert Schumann e di Isaac Albeniz, Astor Piazzolla e Francesco Cilea, e poi ancora Antonin Dvorak, Alexander Scriabin, Heitor Villa Lobos, Gabriel Fauré, Modest Moussorgskij, Bela Bartok, fino ai meno noti Sydney Smith ed Henry Roubier, Brinley Richards ed Ernesto Becucci. È stata anche l'occasione per sfruttare il prezioso materiale musicale, un vero e proprio patrimonio, della Biblioteca del Museo Nazionale del Cinema di Torino: pagine e pagine di spartiti, di brani destinati all'esecuzione estemporanea, durante la proiezione, all'epoca del cinema muto: composizioni di autori come Franco Vittadini, Benjamin Godard, Francesco Gabutti e Maurice Pesse, che rivivono, in questa colonna sonora di Terre Magellaniche pensata per l’evento voluto da REGIONE PIEMONTE e MUSEO NAZIONALE DELLA MONTAGNA.
Nino Benvenuti dialoga con Rino Tommasi e Giacomo Crosa e Massimo De Luca Introduce Luca Corsolini, giornalista di SKY Sport
Il 4 marzo è ancora protagonista della serata Rino Tommasi che ha certamente nel cuore, oltre al tennis, il pugilato.
Ma la serata ha i connotati dell’eccezionalità non solo perché l’ospite è il nostro pugile più famoso di sempre, Nino Benvenuti, ma perché cade esattamente nel quarantennale del mitico incontro con Emile Griffith, vinto da Benvenuti ai punti dopo quindici riprese, al Madison Square Garden di New York, il 4 marzo del 1968: terzo e definitivo match della sfida con Griffith.
Nino Benvenuti per gli sportivi italiani, insieme a Primo Carnera, è "LA BOXE". E' stato il primo campione del mondo italiano dei pesi medi, la categoria più prestigiosa del pugilato accanto ai massimi.
La sua carriera dilettantistica lo porta alla conquista del titolo italiano nella categoria welter (1956) e ai titoli italiano ed europeo nella categoria superwelter. Nel 1960 conquista l'oro di categoria welter alle Olimpiadi di Roma per poi passare alla carriera professionistica. In tutto da dilettante ha disputato centoventi incontri perdendone solo uno.
Nel 1965 prevale nei confronti di un altro grande campione Sandro Mazzinghi e conquista la corona mondiale dei superwelter; si ripeterà sei mesi dopo nella rivincita, ma questa volta ai punti dopo che Mazzinghi restituirà colpo su colpo.
Nel 1967, passato ai pesi medi, batte Emile Griffith conquistando il titolo mondiale; perde la rivincita, ma poi vince lo spareggio al Madison Square Garden di New York il 4 marzo 1968. In questo match venne sostenuto dai numerosissimi italo-americani fra il pubblico, accorsi in massa per vederlo combattere. Al 15° e ultimo round viene colpito da una testata di Griffith, ma rispondendo con numerosi colpi vince l'incontro e finisce sommerso poi dall'entusiasmo degli spettatori.
Il 4 marzo si parlerà dunque di quella mitica sera, ma più in generale della boxe, ovvero di uno sport che, in crisi in altri paesi, ha sempre mantenuto un forte legame con gli Usa.Ma il 1968 è stato anche un anno di rivoluzioni, pure nello sport: ai Giochi di Città del Messico uno statunitense, Dick Fosbury, rivoluziono’il salto in alto e vinse la medaglia d’oro in una gara in cui ottenne un brillante piazzamento anche un italiano diventato giornalista. E proprio quel Giacomo Crosa completerà a beneficio degli spettatori il viaggio nel tempo sulle rotte dell’America per raccontare i suoi Giochi e il suo 68. Sarà lui, insieme a Rino Tommasi, ad animare la serata.
SPORT Brescia, Auditorium della Camera di Commercio 3 marzo 2008, ore 20.30
Dialogo tra Gianni Clerici e Rino Tommasi Introduce Luca Corsolini, giornalista di SKY Sport
Davvero una grande serata per parlare di tennis, lo sport che con l’America ha un rapporto filiale, essendo lì nato ed annoverando tra i suoi massimi campioni di tutti i tempi numerosi statunitensi.
Ne parleranno insieme, con la vivacità e l’intelligenza che sono loro propri, Rino Tommasi e Gianni Clerici. Il pubblico che interverrà, avrà di certo la possibilità di ascoltare, oltre che due fini e documentatissimi oratori, anche tutta una serie di episodi inediti legati a questo sport e alle vicende personali di questi due testimoni. Clerici e Tommasi commentano in coppia da anni le partite dei più importanti tornei mondiali e hanno schiere di tifosi che si appassionano alle loro telecronache quanto alle vicende in campo.
Gianni Clerici, fine giornalista (ma lui ama definirsi “scriba”) che presta la sua penna alle cronache di questo sport sulle pagine della “Repubblica”, da poco è entrato a far parte della Hall of Fame del tennis, il tempio dei grandi della racchetta. In questi giorni poi e’in libreria con sue opere anche di narrativa, e non solo di sport.
Clerici era già stato indicato dal Museo del Tennis del Rhode Island come "l'autore del più importante volume mai scritto sul tennis", e cioè il noto "500 Anni di Tennis" ed è il primo giornalista non anglosassone che venga eletto, anche per quanto riguarda tutti gli altri sport.
Rino Tommasi non ha meno titoli dell’amico e collega. Basterebbe andare sul suo sito (www.rinotommasi.com) e guardare nell’archivio dei suoi interventi per capire la sua cultura enciclopedica sul tennis e non solo. È infatti considerato uno dei maggiori esperti mondiali di statistica applicata allo sport.
È laureato in Scienze Politiche con una tesi sull'Organizzazione Internazionale dello Sport. Negli anni Sessanta è stato il più giovane organizzatore pugilistico del mondo, il primo in Italia. Discreto tennista (4 volte campione universitario), ha cominciato la carriera giornalistica a TuttoSport quindi nel 1965 è stato collaboratore e poi inviato della Gazzetta dello Sport, per la quale scrive ancora.
Nel 1981 è stato il primo direttore dei servizi sportivi di Canale 5 e nel 1991 il primo direttore dei servizi giornalistici di Telepiù. Ha vinto 2 premi di Letteratura Sportiva del CONI con i volumi "Storia del Tennis" e "La Grande Boxe".
Ha vinto il premio USSI per la cronaca (intervista a Kissinger) e per la televisione. Per due volte (1982 e 1991) ha vinto il premio "Tennis Writer of the year" assegnato dall'ATP attraverso una votazione tra i tennisti professionisti. Oltre a curare telecronache di tennis e pugilato per SKY Sport, collabora con la Gazzetta dello Sport, La Repubblica, Il Gazzettino e Il Mattino.
March 03 A quarant'anni dal terzo e definitivo match con Emile Griffith, Nino Benvenuti è l'ospite d'onore di una serata a lui dedicata nell'ambito di AmericaPIU'. Gli intervenuti potranno rivedere il match del Madison e incontrare lo stesso Benvenuti in una serata condotta da Massimo De Luca a cui parteciperanno anche Rino Tommasi, Fausto Narducci e Daniele Redaelli. February 27 Giovedì 28 febbraio, alle ore 20.30 Brescia, Auditorium della Camera di Commercio
Intervengono il creatore del fumetto, Gianfrano Manfredi, e il suo disegnatore Bruno Ramella. Serata d’emozioni quella che AmericaPiù propone giovedì 28 febbraio (inizio alle 20,30. Per il ciclo di incontri dedicati al fumetto coordinato da Sergio Bonelli, sarà di scena Magico Vento. A parlarne saranno Gianfranco Manfredi, creatore del personaggio e della storia, e il disegnatore Bruno Ramella. Certo il West di Magico Vento è diverso, ma forse non poi troppo, da quello raccontato sulle pareti de Museo di Santa Giulia da Remington e dagli altri pittori e fotografi riuniti da Marco Goldin per “America!”. “Volevo un West più sporco, più crudo, qualcosa che non eravamo soliti vedere in altri fumetti... Nessuno si era mai preso la briga di narrare storie solamente indiane, con le loro mitologie e mostri di cui non esistevano precedenti illustrati…". Così Gianfranco Manfredi spiega, in un’intervista di qualche anno fa, la genesi di questo suo personaggio, il protagonista della omonima collana apparsa per la prima volta nel giugno 1977 presso l’editore Bonelli. E ancora: “Amo inventare le storie a partire dai personaggi, quasi sempre dai cattivi, per i quali tengo sempre ben presente la lezione di Dick Tracy: antagonisti molto forti e lombrosianamente caratterizzati…”. "Magico Vento è una specie di Ulisse nel senso che ha in sé molti caratteri diversi. È misterioso, affascinante. Fisicamente, grazie al tratto di Bruno Ramella, assomiglia all’attore Daniel Day Lewis". Mi interessava l’idea di frequentare un più di letteratura meticcia, da quella della frontiera, come l’ultimo dei Mohicani, a quella dell’Est, fino ad arrivare ad Edgar Allan Poe. L’amico di Magico Vento è praticamente il sosia di Poe, ma fa il giornalista". Magico vento è un bianco adottato dai Sioux, diventato sciamano grazie alla sua facoltà di intuire il futuro. Tutti (o quasi) i suoi amici sono uomini rossi, e, senza riserve, il giornalista Willy Richards, detto Poe. Tanti i nemici, ma nessuno perfido e determinato come il diabolico affarista Howard Hogan! In un West dove si incontrano Nuvola Rossa, toro Seduto o il generale Custer ma che è terra anche di creature mostruose, mangiatori di anime, avvoltoi infernali, spiriti maligni. Magico Vento è l’imprevedibile, un personaggio in viaggio verso l’ultima Frontiera, quella tra la realtà e l’ignoto! Il creatore di Magico Vento, Gianfranco Manfredi appunto, è arrivato alla scrittura di storie per il fumetto da una laurea di filosofia e da un saggio su "L’amore e gli amori in J.J. Rousseau". Come scrittore ha all’attivo numerosi romanzi editi da Feltrinelli, Mondatori e Anabasi. Personaggio multimediale per eccellenza, Gianfranco Manfredi è anche autore di più di trecento canzoni, di numerose sceneggiature cinematografiche e televisive, di saggi di critica musicale. Il suo debutto nel campo del fumetto è avvenuto con la creazione, per la Dardo, di "Gordon Link", uno scanzonato cacciatore di fantasmi. Dal 1994, Manfredi collabora con la Sergio Bonelli Editore, scrivendo numerose sceneggiature per Dylan Dog e per Nick Raider e, dal 1997, per Magico Vento. Continua, nel frattempo, la sua attività nel mondo della narrativa, pubblicando, per Marco Tropea Editore, "Una fortuna d’annata" (2000) e "Il piccolo diavolo nero" (2001). Nel 2005 fa il suo esordio come sceneggiatore di Tex, firmando la storia “La pista degli agguati” pubblicata sul Maxi Tex di quell’anno. È quindi la volta di un nuovo progetto, sempre per Sergio Bonelli Editore: Volto Nascosto, un romanzo a fumetti in quattordici albi pubblicato a partire dall’ottobre 2007.
A dare un volto a Magico Vento è il ligure Bruno Ramella, che arriva al fumetto in maniera del tutto originale. All’età di venticinque anni, infatti, riscopre il piacere della letteratura disegnata a causa della forzata immobilità cui lo costringe un’operazione alla schiena, messa a dura prova dal lavoro di taglialegna, svolto fino a quel momento. Messosi in contatto con Ivo Milazzo, perfeziona rapidamente la sua tecnica e pubblica due storie con la Casa editrice Eura. Il suo mentore sarà però Claudio Nizzi, che lo coinvolge nell’allora nascente progetto Nick Raider, di cui Ramella diventa copertinista, subentrando a Casertano, fino al n. 100, che registra un altro cambio della guardia, a favore di Corrado Mastantuono. Oltre a una collaborazione con "Il Giornalino", Ramella è stato ospitato dalla rivista "Comic Art" proprio con tre brevi storie, a firma di Nizzi, del detective di New York. Alla fine del 1996, realizza graficamente il personaggio di Magico Vento, su indicazione del curatore della serie Renato Queirolo. L’ingresso alla serata è libero sino ad esaurimento dei posti. February 18 Dan Peterson, testimonial della mostra “America”, torna a Brescia all’Auditorium della Camera di Commercio, per dialogare con i protagonisti della pallacanestro di oggi e di ieri. Il tema della serata è “America madre o matrigna del basket italiano?”. Il sottotitolo potrebbe essere “quale modello sostenibile per il basket italiano?”. Interverranno Arnaldo Taurisano, Velerio Bianchini, il presidente della Federazione Italiana Pallacanestro, Fausto Maifredi, e Francesco Corrado, presidente della Lega Basket. Il basket è lo sport che sicuramente più ha preso ma anche che più ha dato all’America. E l’occasione della mostra attualmente in corso a Brescia (Museo di Santa Giulia, fino al 4 maggio 2008) era troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. La serata sarà particolarmente interessante perché avviene alla vigila dell’incontro ufficiale tra Federazione e leghe sul futuro assetto del basket italiano.
Moderatore della serata è Luca Corsolini, giornalista di Sky e coordinatore della sezione di AmericaPiù dedicata allo Sport.
Se vuoi portare una tua proposta la leggeremo in sala e la pubblicheremo sullo Spaces! 18 febbraio 2008, ore 21 Brescia, Auditorium della Camera di Commercio Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili in sala February 05
Brescia, Auditorium della Camera di Commerico 7 febbraio 2008, ore 20.30
"Nanook of the North", 1922 Proiezione del film con commento musicale dal vivo Interviene Davide Sapienza Considerato il capostipite dei documentari, il film segue la vita dell'eschimese Nanook e della sua famiglia nella quotidiana lotta per la sopravvivenza nel Grande Nord. Per far ciò il regista Robert Joseph Flaherty utilizzò le tecniche tradizionalmente adottate dal cinema di finzione: l'impostazione drammatica, la ricostruzione degli avvenimenti e la direzione degli attori (tutti indigeni non professionisti). Riuscì così ad ottenere un'opera dal ritmo sempre sostenuto, con alcune scene memorabili, come la scoperta del grammofono, la toilette dei bambini o la pesca della foca. Il protagonista morì di fame due anni dopo durante una sfortunata battuta di caccia. Robert Joseph Flaherty (1884 - 1951) è stato un regista, geologo ed esploratore americano, considerato il pioniere del genere documentaristico esotico, e Nanook of the North (Nanuk l'eschimese) rappresenta per molti il capostipite dei documentari. Sponsorizzato in parte da una ditta di pellicce parigina e realizzato tra il 1920 e il '22, Nanook of the North illustra la giornata tipo di una famiglia del popolo Inuit e del suo capofamiglia, il cacciatore Nanook. Realizzato nei pressi di Inukjuak, nella baia di Hudson, nel Quebek artico, racconta la lotta quotidiana per la sopravvivenza di questa famiglia nel grande nord, in condizioni climatiche estreme, condivise anche dagli operatori, con temperature fino ai -56°. Assistiamo così a momenti di caccia e di pesca, a spostamenti in slitta o canoa, alla preparazione del fuoco e alla costruzione dell'igloo con tanto di finestra… A metà tra il film antropologico e il documentario didattico, Flaherty riuscì a "regalare la descrizione di una società alternativa alla nostra, tanto affascinante e complessa da non doversi piegare di fronte a nessuno…". AmericaPiù presenta una versione del film senza quadretti didascalici, che si ritiene interrompano la linearità del racconto e indeboliscano il ritmo del montaggio, e con solo tre cartelli esplicativi. L’ingresso alla serata è libero sino ad esaurimento dei posti disponibili. January 30 Vi preghiamo di prender nota delle seguenti variazioni nel calendario degli appuntamenti di America Più 3 febbraio 2008 Superbowl live from Glendale Brescia, Museo di Santa Giulia Evento cancellato per motivi tecnici 5 febbraio 2008 42 seconds, do it or die Monologo teatrale di Gabriele Romagnoli su Michael Jordan Evento rinviato a data da stabilirsi 11 febbraio 2008 L’avventura. Jack London Letture di Remo Girone Evento rinviato a data da stabilirsi January 28 28 gennaio 2008, ore 16
Brescia, Museo di Santa Giulia
Fabio Volo legge Mark Twain
ospite speciale il cantautore Pacifico
28 gennaio 2008, ore 20.30
Brescia, Auditorium della Camera di Commercio
Fabio Volo torna nella sua città natale per far scoprire a tutti i bresciani la mostra America! Storie di pittura dal nuovo Mondo. Il 28 gennaio sarà per lui, e per tutti quelli che vorranno essere presenti, una giornata davvero speciale con due momenti da non mancare.
Si comincia alle ore 16 al Museo di Santa Giulia. Assieme a Marco Goldin, curatore della mostra, Fabio Volo condurrà una visita eccezionale aperta al pubblico che vorrà intervenire. Basterà pagare il semplice biglietto d’ingresso, senza alcun supplemento per la specialissima guida, per vivere due ore d’eccezione.
Sarà davvero la scoperta di un mondo nuovo per lo stesso Fabio Volo che, insieme a voi, percorrerà per la prima volta le sale espositive, dialogando con tutti i visitatori presenti in quel momento. Non mancate quindi, anche perché, vista la felice imprevedibilità del personaggio, non sono escluse altre sorprese.
Alle 20.30 Fabio Volo si trasferisce invece all’Auditorium della Camera di Commercio. Qui, per “AmericaPiù”, il popolare ciclo di incontri organizzato da Linea d’ombra e promosso dalla Camera di Commercio di Brescia, Volo sarà protagonista di una serata dedicata a Marc Twain e al suo celebre romanzo Le avventure di Huckleberry Finn. Questo appuntamento, che si inserisce nel ciclo di incontri coordinato da Armando Besio e dedicato alla letteratura americana, sarà arricchito dalla presenza eccezionale del cantautore Pacifico. Sarà lui, con la sua chitarra, a creare un inedito commento musicale all’interpretazione letteraria di Fabio Volo.
Hemingway non ebbe dubbi nell’affermare che “tutta la letteratura americana moderna discende da un libro di Mark Twain intitolato Huckleberry Finn”. Eppure il libro, solo dopo un anno della sua pubblicazione, venne giudicato non adatto a dei ragazzi per la sua rudezza e per il suo linguaggio crudo, spesso inframmezzato da espressioni dialettali.
Come del resto per il “gemello” “Le avventure di Tom Sawyer”, un libro che è diventato popolarissimo, tradotto in tutto il mondo e riproposto da film anch’essi diventi famosi, come quello con Buster Keaton, e persino un musical ed una serie di cartoni animati giapponesi trasmessi anche in Italia.
Molto forte fu il legame tra lo scrittore e questo suo personaggio. Sono in molti ad essere convinti che il personaggio di Tom Sawyer è il ragazzo che Twain era stato e Huck il ragazzo al quale avrebbe voluto assomigliare.
Un ragazzo che fronteggia con coraggio vicissitudini davvero terribili, compreso il tradimento di un padre ubriacone e indegno. Un personaggio che avrebbe a che confrontarsi con i protagonisti che Fabio Volo ha creato per “Esco a fare due passi” , “È una vita che ti aspetto”, “Un posto nel mondo”, “Dall'altra parte del binario”, “Il giorno in più”.
La biografia di Fabio Volo riportata da Wikipedia afferma che “dopo le medie, alcuni lavori saltuari tra cui il panettiere nella forneria del padre, e una fulminea carriera di cantante (una manciata di singoli dance cantati in lingua italiana, incisi tra il 1994 e il 1995 per l'etichetta bresciana Media Records, uno dei quali intitolato "Volo" e dunque da qui il cognome d'arte), nel 1996 diventa uno dei nuovi personaggi di punta a Radio Deejay, creatura di Claudio Cecchetto. Dal novembre 1998 conduce tre edizioni del programma “Le Iene” su Italia 1, accanto a Simona Ventura e Andrea Pellizzari. Nel 2001 e 2002 conduce "Ca' Volo" e "Il coyote" su MTV, e "Smetto quando voglio" e "Lo spaccanoci" su Italia 1. Nell'aprile del 2006 ritorna su MTV con "Italo-Spagnolo", trasmesso da un attico che si affaccia su una Rambla di Barcellona.
Nel 2000 inizia l'avventura con "Il volo del mattino" sempre su Radio Deejay (che dura ancora oggi con Paolino Rossato in regia) e pubblica il suo primo libro,” Esco a fare due passi”, che vende oltre 300.000 copie. Nel 2002 è la volta del cinema: Fabio debutta in “Casomai” di Alessandro D'Alatri accanto a Stefania Rocca. Del 2003 è il secondo libro “È una vita che ti aspetto”, uno dei best-seller dell'anno. Nel 2005 esce il film “La febbre”, sempre di D'Alatri. Nel 2006 viene pubblicato il suo terzo libro “Un posto nel mondo”.
Nel 2007 è al cinema con “Manuale d'amore 2 - Capitoli successivi” di Giovanni Veronesi e “Uno su due” di Eugenio Cappuccio, con cui collabora alla sceneggiatura e di nuovo su MTV Italia con "Italo-Francese", talk-show serale trasmesso da Parigi. Il 27 novembre 2007 è uscito il suo quarto libro dal titolo "Il giorno in più".
Nel 2008 è protagonista del nuovo film di Cristina Comencini, “Bianco e nero”, assieme a Ambra Angiolini. Al suo attivo anche alcune raccolte in cd nate dalla fortunata trasmissione “Il Volo del mattino”.
E per uno nato “appena” nel 1972 non è davvero una carriera da poco!
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